Pensiamo e realizziamo nuovi schemi di trasporti ed infrastrutture

Autostrade digitali

Noi di Nuova Democrazia Cristiana abbiamo idee chiare per il sistema infrastrutturale del Paese. Partiamo dall'assunto, che un paese moderno deve, per ovvie ragioni, potenziare le infrastrutture, non chiuderle cercando il risparmio e le lacrime e sangue di Del Rio, secondo noi il peggior Ministro di settore dopo Toninelli. L'Italia deve potenziarle scommettendo sull'intermodalità e sostenibilità certamente sfruttando le tecnologie che esistono e ci aiutano a pensare a un domani comodo e veloce per ogni singolo cittadino e ospite che per lavoro o turismo si rechi nel nostro Paese.

La prima questione, che in Italia è assai confusa, è cosa è una infrastruttura?

L'etimologia del termine, che parte dal basico latino, è infra (sotto, sottostante) + struttura. Cioè una piattaforma sulla quale poggiano le strutture, tutte le strutture del Paese. Pensate per un attimo che il vostro ufficio, la vostra azienda ed anche la vostra casa famigliare, sia una struttura che non può esistere ed esprimersi al meglio senza la piattaforma infrastrutturale.

Ecco perchè mettere dilettanti allo sbaraglio al Ministero delle Infrastrutture è oltremodo oltraggioso rispetto alla visione politica pratica di un Paese. Le infrastrutture sono la base sulla quale poggia lo sviluppo e la vita quotidiana di ognuno di noi e un segno importante di demarcazione fra vita felice e pro-attiva e perdita di tempo. Più le infrastrutture sono efficienti più la vita sarà comoda, al contrario sarà un inferno.

Partiamo dall'infrastruttura digitale, che è quella che potenzia e crea l'effetto booster a tutte le altre. Una infrastruttura digitale moderna, veloce ed affidabile fa risparmiare risorse, accelera i processi e rende più facile la realizzazione di idee, tramite una più rapida condivisione sia nel processo creativo che nel processo decisionale e realizzativo.

I ritardi nelle autostrade digitali italiane sono noti, e tutti noi quotidianamente siamo alle prese con Internet che si blocca, download abortiti e documenti che non si riescono a caricare e scaricare con un tempo coerente alla velocità della vita quotidiana. Colpa dello Stato e basta? Oddio lo Stato ha ignorato il problema per decenni perdendosi la rivoluzione digitale, ed ora che si è svegliato si è trovato di fronte ad una frammentazione di operatori di settore che questo governo ha tentato, almeno per la fibra-ottica di mettere insieme. 

Dobbiamo distinguere i due campi di azione: in Italia ci sono autorizzazioni da chiedere e bandi da vincere per essere operatori di telefonia e dati. La verità è che questi colossi fanno un sacco di soldi e questo è anche giusto a patto che investano quanto devono investire. Bisognerebbe  tassare di più gli operatori che non investono nella rete con il principale compito di fornire una copertura adeguata ad ogni piccolo angolo del Paese. Un impegno contrattuale che permetterà al Governo di applicare tassazione differenziata in base al principio di meritocrazia infrastrutturale, ovvero più sei una infrastruttura capillare ed efficiente meno ti tasso. Più sfrutti e non sviluppi più io ti tasso.

Imporre un piano degli scavi, che in Italia non c'è. Per decenni ci siamo dimenticati di varare una legge che vieti alle amministrazioni comunali di sfregiare il territorio con scavi continui. Per una stupidaggine procedurale, legata all'assurdo codice degli appalti, ci siamo dimenticati che quando si realizza  una nuova fognatura, un tratto di acquedotto, una condotta elettrica interrata, si può predisporre facilmente il passaggio di altre condotte, andando a realizzare una unica volta gli alvei e le tubazioni che ospiteranno telefonia, acqua, gas, fibra ottica e qualsiasi nuova conduttura che potenzialmente venga richiesta dall'incessante sviluppo tecnologico. Negli USA, quando fu realizzata (nel 1920) la Route 1 highway, 3.813 Km lungo la costa Atlantica del Paese, furono predisposti 25 canali in tubazione di acciao e cemento con un diametro di 45 cm. Questo ha consentito a tutti gli Stati dell'Est degli Stati Uniti (identico discorso vale per altre autostrade Americane) di portare i nodi della fibra ottica ovunque risparmiando scavi, interruzioni stradali ecc. L'infrastruttura Italiana la si pensa per l'oggi, mentre vorrebbe pensata per il dopo domani.

Quindi dobbiamo ragionare su una legge Nazionale per gli scavi, mai immaginata o proposta, che obblighi i Comuni, le aziende Municipalizzate ed enti locali, comunità montane ecc, a pensare alla infrastruttura nel suo globale e alle necessità del futuro. Più intelligenza oggi, meno costi domani.

Voragini in Autostrada Torino-Piacenza

Strade e autostrade sono un settore nevralgico del Paese e languono dopo anni di colonizzazione da parte di privati, a cui sono stati regalate, con pochi obblighi di investire e modernizzarle. La società Autostrade, senza parlare dei morti di Genova e di altre vittime della mancanza  di manutenzione, non riescono ancora a dotarsi di pagamenti via app al casello e dopo aver schedato e fidelizzato per soldi, tutti i fruitori di Telepass, hanno talmente ridotto gli investimenti in corsie riservate, che si fa prima a pagare manualmente.

Sono state praticamente abolite le aree di sosta ai lati della carreggiata, i caselli sono abbandonati e non c'è personale sorvegliante che dia un servizio al fruitore che paga la più alta tariffa al mondo per questo disservizio !

Inoltre a questi "privati" è stato concesso di colonizzare il food and beverage di tutte le aree di servizio uccidendo la diversità regionale e locale ed abbassando talmente tanto il livello di servizio e qualità del cibo, che in Italia si sta riscoprendo il pic nic autostradale, ovvero cibo da casa. Vogliamo poi parlare dei prezzi di monopolio? Una spremuta, un caffè ed una brioche industriale 6,20 Euro serviti in Autogrill vecchi, luridi, con bagni decrepiti e personale insufficiente per numero.

Il Governo disattento sta permettendo alle aree di servizio (parlo degli erogatori di carburanti) di piazzare persino le macchinette self service per l'erogazione di carburante: non si potrebbe. Infatti, le convenzioni dicono che si chiama area di servizio perchè deve esserci personale adeguato sempre presente. Nelle prime concessioni, calpestate ed insudiciate da Governi ed organi Statali collusi con le Lobby del petrolio, c'era l'obbligo del meccanico di primo soccorso, di una minima dotazione per riparare le gomme bucate ecc. sostituite oggi da negozi di cineserie e bibite.

Noi pensiamo che il tutto va ripensato. Il privato che gestisce deve essere sottoposto a regole stringenti e deve essere sorvegliato, se non fa bene il proprio mestiere viene multato e colpito nel patrimonio fino alla perdita della concessione.

Crediamo che gli investimenti li debba fare lo Stato ed aumentare il costo della concessione in proporzione, senza alcuna contrattazione da parte di chi ha in uso la concessione: solo un prendere o lasciare.

Le nuove autostrade devono essere per lo più sotterranee, basta sfregi al nostro paesaggio, quando è possibile. Fra pochi anni avremo solo auto a propulsione elettrica e quindi si potrà viaggiare sotto terra, velocemente senza alcun problema. Dovranno avere aree di sosta attrezzate con bagni e docce per mezzi pesanti, senza che questi lavoratori abbiano come unica chance quella di occupare ogni singolo metro delle aree di servizio.

Saranno sorvegliate ed a pagamento, molto economiche, ma dovranno stare in piedi da sole: crediamo che se un camionista trova un area attrezzata con docce, bagni puliti ed una trattoria zonale tipica (che non gli proponga un panino di plastica a 10 euro), sarà ben felice di pagare e consumare. Inoltre, si aprirebbe il mercato dei centri di manutenzione per mezzi pesanti dando lavoro a meccanici e personale per la manutenzione.

Le nuove Autostrade dovranno essere pensate, dove possibile, a tre o più corsie e per questo dovremo semplificare i meccanismi di esproprio. Il passante sotto l'appennino Tosco Emiliano, fra Bologna e Firenze, chiarisce che 3 corsie più emergenza, in tunnel belli e lunghissimi sono realizzabili e questo lo si può fare anche in pianura. La Bologna-Padova a 2 corsie, che fa un numero straordinario di morti innocenti, essendo in zona nebbiosa, va ri-pensata sotto terra. A Bologna si sono realizzate le stazioni ad alta velocità ferroviaria a 20 metri di profondità con lunghissimi tunnel, perchè non possiamo farlo anche per la viabilità delle auto, moto e camion del futuro?

Le nuove Autostrade costeranno meno. Lo Stato deciderà le tariffe ed il concessionario dovrà diventare attrattivo e mantenere servizi di alta gamma per guadagnare. Non come Autostrade per l'Italia Spa !

Le nuove Autostrade saranno digitali, ospiteranno i cavedi per fare viaggiare la fibra, Internet sarà presente in ogni singolo metro autostradale consentendoci di comunicare dall'auto che presto si guiderà da sola; saranno realizzate in meteriali bio compatibili e riciclati il più possible.

Le nuove Autostrade pagheranno concessione allo stato Centrale ma anche alle Regioni che attraversano, perchè è doveroso in una giusta ridistribuzione federale.

Italo NTV un operatore capace, ma sul locale è notte fonda

Il Trasporto Ferroviario, deve essere potenziato. I passi avanti sull'alta velocità non sono paralleli alla velocità di copertura in tutta Italia, nonchè ad un trasporto locale e regionale adeguato. Si dovrà investire di più in reti sotterranee a guida automatica, come le reti Londinesi e Parigine, nonchè realizzare I collegamenti di Alta velocità con le principali città del Nord e del Sud Italia, possibilmente sotterranei, magari insieme alle nuove Autostrade. Abbiamo atteso 30 anni per svegliarci, vediamo di farlo in modo organico e fruttuoso. In pochi anni poi si dovranno sostituire tutte le locomotive con motore endotermico, elettrificando la rete e rendendola il più possibile autonoma energeticamente mediante l'affiancamento di centrali eoliche e foto-voltaiche. Inoltre, la tecnologia ci renderà possibile in pochi anni il trasferimento iper veloce su cuscino magnetico e la realizzazione di canali sotterranei e certamente una scelta giusta in quella direzione per arrivare a Milano Napoli in 1 ora scarsa.

Navi elettriche Giapponesi

I Trasporti Marittimi e Fluviali. Vedendo l'Italia su una cartina geografica, capiamo che viaggiare via mare in Italia è un obbligo ed anche una grande opportunità. Sentiamo parlare di autostrade del mare da decenni. L'unica cosa che si è fatta è regalare ai privati ogni chance di trasporto navale di persone e merci. Serve una nuova Tirrenia moderna e una politica dei porti.

I porti vanno pensati intermodali e cioè dove è possibile senza inquinare e perdere tempo, imboccare arterie ferroviarie e stradali con grande facilità. Serve pensare ed implementare rotte uniche sorvegliate da un servizio apposito di pronto intervento (parlo di rimorchiatori super potenziati) per le Navi che trasportano inquinanti. Non è possibile ricevere petrolio ovunque...Lo si deve fare solo in certi luoghi pronti a reagire in caso di incidente. 

Pensiamo a porti divisi per settori merceologico: la Cina e gli Stati Uniti sono insegnanti qualificati in questo, e soprattutto a porti di ricevimento e stoccaggio di idrocarburi dovranno essere ripensati sul concetto di massima sicurezza e compatibilità eco-ambientale.

Non si dovranno mai più abbandonare infrastrutture portuali, ma si dovranno ripensare anche con il meccanismo delle Zone Franche. Dobbiamo portare lavoro e se siamo fiscalmente attrattivi possiamo pretendere di ospitare i grandi gruppi industriali che danno tanto lavoro ed investimenti al nostro Paese. Se loro non vogliono pagare le tasse (è la legge del libero mercato internazionale), i nostri Governi li mandano via, e loro che fanno? Vanno a Tangeri, nel magnifico Tanger MED, dove danno lavoro a 450.000 persone. Mentre a Gioia Tauro, Trieste, Civitavecchia si licenzia.

Possibile che i governanti Italiani non comprendano che poco importa se Nissan (per esempio), sta in zona franca e non paga tasse ? E' un vantaggio comunque, perchè i 20.000 dipendenti della Nissan pagheranno le  imposte.

Per i trasporti fluviali, cittadini come per esempio a Venezia, dobbiamo spingere su una innovazione elettrica ed a idrogetto. La laguna ed il proprio fantastico eco-sistema non possono sopportare oltre.

Lo stato deve anche implementare aziende e finanziarle, per la produzione di nuovi pescherecci, moderni ed eco-compatibili. Presto non saranno più utilizzabili i combustibili navali con solfuri oltre al 5%.

Ciò rende di fatto impossibile la continuazione dell'utilizzo della propulsione a bunker dei pescherecci. Dobbiamo fornire ai nostri pescatori, aree pescose e protette, ad altissima rotazione nonchè mezzi più moderni ed eco compatibili. Abbiamo una tradizione, sofferente di cantieri navali, unica al mondo, riconvertiamoli in cantieri di settore.

Il Tecnam PT2012 un orgoglio Italiano - che non usiamo

Trasporto Aereo

Agli inizi del 2000 la società di consulenza KPMG elaborò, su impulso dei Governi di allora, un piano di sviluppo del servizio aereo che ha praticamente distrutto tutto il sistema aereo italiano. L'idea dei consulenti KPMG era di sviluppare solo 2 grandi hub nazionali cancellando le decine di aeroporti locali. Ciò ha decretato la fine delle compagnie aeree italiane e di decine di aeroporti che avevano un flusso di passeggeri: come Crotone, Parma, Forlì, Rimini, Reggio Emilia, Ghedi, Ancona, Salerno ecc ecc.

Il trasporto aereo va completamente ripensato daccapo.

Sul tema compagnie abbiamo ammirato il coraggio del Governo  nel riprendere un discorso di completa nazionalizzazione di Alitalia. La compagnia ha oggi una grande potenzialità, e i modelli da copiare non sono così astrusi e fantasiosi. Basti pensare che la più importante compagnia aerea al Mondo per destinazioni raggiunte, Turkish Airlines, deve il proprio successo ai voli con l'Africa. L'Africa, nostro vicino di Mediterraneo è il luogo dove, molto facilmente possiamo sviluppare network e ricominciare a potenziare una grande e fortissima compagnia. Poi si deve avere il coraggio di assorbire anche Ait Italy. La compagnia deve essere la più importante infrastruttura di mobilità aerea italiana, perchè mentre Alitalia farà network globale, AirI-taly farà aviazione point to point.  In Italia Tecnam (una eccellenza mondiale con sede a Napoli) ha sviluppato un areo passeggeri, che è già un successo planetario, chiamato PT 2012, che trasporta 10 passeggeri più equipaggio a costi simili all'automobile di media cilindrata e decolla ed atterra in piste corte.

Vola il rivoluzionario Celera 500

Inoltre l'Italia, tramite Alenia ha una partecipazione tecnologica rilevante in ATR, che permetterebbe di montare una infrastruttura dedicata a voli in piccoli aeroporti con ATR42 e 72, (40 e 70 passeggeri) successi planetari, a basso consumo, che l'Italia non usa. Quindi potenziare, riaprire e finanziare interventi pubblico-privati sui piccoli aeroporti per favorire voli da dovunque nei nostri HUB Roma, Milano, Pisa e Catania e favorire anche il contatto fra piccole città diverse, sarebbe una incredibile risorsa per il turismo. In Usa stanno già a metà del lavoro.

Si potrebbe facilmente andare con un volo di linea a Forte dei Marmi, da Roma, con un costo di 60/70 euro a biglietto, atterrando a Cinquale, a 100 metri dalla spiaggia.

Poi c'è sempre la tecnologia che ci aiuta. Entro il 2025 si volerà con tutta probabilità ad idrogeno, ed addio alle proteste, insensate dei comitati NO qui e NO la, che non sanno che un Aeroporto come Malpensa, con i motori resi obbligatori al giorno d'oggi, può compensare l'inquinamento prodotto con 700 ettari di aree boschive, che queste si, dovrebbero essere realizzate.

Nel futuro si potranno realizzare aeroporti completamente sotterranei, con il solo piazzale aeromobili in superficie. Stiamo assistendo ai primi test del OVAL airfiled, per le piste circolari ecc. Inoltre il prezzo del trasporto aereo sta scendendo, dando la possibilità a tutti di muoversi, socializzare fare affari e visitare il mondo producendo cultura ed interscambio. 

In ultimo, il collegamento Point to Point che dovrebbe realizzare la rinata Air Italy anche con i piccoli scali europei, sarà agevolato per l'ennesima volata dal progresso tecnologico. Fra due anni volerà normalmente e sarà in commercio il Celera 500, un prodigioso aeroplano a 25 posti che porterà con un costo di 1/10 del costo attuale, I propri passeggeri per 7400 Km a 750 Km orari di velocità di crociera. Quindi, turisticamente parlando potremo pensare che ogni Hotel o Resort delle nostre città d'arte o luoghi di vacanza potrà organizzare charter da ogni dove con volo diretto. 

Le piste ovali per gli aeroporti del futuro

Le infrastrutture Italiane che non esistono non finiscono certo qui: pensiamo all'insieme delle infrastrutture di servizio informativo dello Stato verso i cittadini.

Non vi è una politica seria sui call-center gratuiti per la conoscenza delle leggi e l'accesso agli uffici pubblici. 

C'è da inventare una rete di URP Governativi locali dove sia possibile, senza impazzire, accedere ad ogni dipartimento Governativo, Regionale e Locale che riguarda la vita del Cittadino.

C'è da pensare alle Città dei servizi. Quartieri moderni dove tutti i servizi pubblici siano a portata di mano. Tribunali nei centri storici, inaccessibili per parcheggio, gli uffici pubblici staccati l'uno dall'altro di chilometri, è solo stupido. Molti palazzi straordinari, che potrebbero essere attrazioni turistiche, fabbriche di cultura, musei, sono mortificati dalla bruttura degli edifici tribunalizi.

Dobbiamo pensare ad una infrastruttura dei siti web governativi con una accessibilità vera: i siti dei Ministeri sembrano scritti in aramaico e spesso nemmeno adattabili alla visione sui telefoni Android e Apple.

Dobbiamo anche riflettere sulle scuole. Come già chiarito nel nostro documento programmatico di riforma della scuola, dobbiamo avere il coraggio di liberare vecchi edifici scolastici e costruirne dei nuovi, moderni ed adatti alle scuola del futuro. Si possono fare, cedendo a costruttori locali, in perequazione, i vecchi edifici scolastici. Standardizzando i progetti avremmo edifici scolastici a costi contenuti e certi. Daremmo lavoro e svilupperemmo quartieri della sapienza capaci di essere campus nei quali l'intera gamma dell'istruzione, con servizi condivisi e quindi più economici, potrebbe essere rappresentata.

Dobbiamo avere una infrastruttura di edifici pubblici sviluppata in verticale, per non erodere il nostro bellissimo territorio e mantenere e potenziare i polmoni verdi nelle città e nei borghi.

Dobbiamo, quindi, osare e puntare al meglio. L'Italia è ferma da trent'anni, ha perso la grande rivoluzione digitale. Per rimettersi in pari, dopo decenni di scempio, la politica dei piccoli passi non funziona, dobbiamo saltare come canguri.

PRF - Nuova Democrazia Cristiana