Il Piano TRUMP per combattere la CINA

In questi giorni assistiamo alla battaglia senza nessuna esclusione di colpi per mettere un filo-cinese ( Sleepy Joe Biden) al Governo negli USA. Il perchè è ovvio per tantissimi motivi che abbiamo riassunto in diverse pubblicazioni che trovate sul sito, ma una delle più importanti che ha scatenato la guerra dei media è il Piano della Casa Bianca, chiamato Chinese Wall (NDR indiscrezione sul nome non verificata) per costituire un cartello di Stati ricchi capaci di fare fronte con un muro all'espansionismo cinese. I media americani, filo-Biden, inferociti da questo piano sono arrivati addirittura a produrre in tutta fretta serie TV, come The Comey Rule", la storia dell'ex Direttore dell'FBI che indagò sulla questione delle email del Segretario Cinton, diffusa in Settembre 2020, 2 mesi prima delle elezioni, dove Trump viene descritto come un mentitore seriale, egocentrico e soprattutto incapace. Non hanno badato a spese, pagando fior di milioni di USD, star del calibro di Jeff Daniels, che interpreta Comey, Holly Hunter, Michael Kelly, Jonathan Banks e tanti altri a comporre un cast stellare di una miniserie di 2 episodi, da utilizzarsi per indirizzare il voto.

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Il Piano messo in piedi dalla Casa Bianca è semplice anche se, diplomaticamente, il lavoro svolto è tanto e tanto ce ne sarà da fare.

Trump ha dato fiato alle trombe per arrivare a normalizzare i rapporti fra Israele e tutti gli stati del Golfo Persico. Emirati Arabi Uniti e Barhain hanno già firmato l'accordo, Libano ed Oman hanno il dossier aperto e non nascondono affatto il loro parere favorevole, l'Arabia Saudita ha già aperto rendendo fruibile alle compagnie aeree Israeliane il diritto di sorvolo, l'Egitto ha tutto l'interesse a partecipare a questa fase storica per smettere di avere paura ed investire enormi quantità di danaro nella militarizzazione del canale di Suez, mentre il potentissimo Qatar, ha già fatto sapere che non vede alcun problema ad aprirsi in quella direzione. Questa normalizzazione apre scenari di collaborazione enormi, con gli Usa, essendo l'amministrazione TRUMP promotrice di questo storico accordo. Ma dietro c'è un altro retroscena rilevante, che ormai è emerso, cioè la disponibilità dell'OMAN ad intermediare dialoghi di pace fra Iran e USA e la conseguente fine delle sanzioni imposte dagli USA. Questi dialoghi sgombrerebbero il campo da ogni timidezza ad entrare nella partita anche per l'IRAQ e KUWAIT. Diversi cronisti Americani riferiscono di dialoghi già in corso e di una previsione rosea. (https://asiatimes.com/2020/09/iranian-american-community-should-unleash-its-potential/)

Quale è la semplice considerazione di TRUMP?

Si basa sul calcolo del PIL, il fattore mediale del debito degli Stati nonchè sulla loro posizione strategica.

Andiamo con ordine:

secondo le stime dell'International Monetary Fund, parzialmente riviste al ribasso dalle stime di World bank e CIA World fact, la Cina può vantare un PIL nominale (PPA), il più alto al mondo di circa di 23 Migliaia di Miliardi di USA.

Questo unito alla sovranità monetaria ed all'enorme quantità di sommerso prodotto pro-CINA dagli emigranti lavorativi negli altri stati, ci dice che la Cina gode di una ricchezza enorme e grande quantità di danaro da investire in espansione.

Per fermare tutto questo Trump ha deciso che serve un accordo diplomatico di interscambio fra Paesi che siano ottimamente collocati geograficamente, nonchè abbiano una autonomia energetica e siano importatori di tecnologia e prodotti dagli USA. Questo anche perchè la Casa Bianca non ha nessuna fiducia nell'Unione Europea.

E poi, Trump vuole tagliare la via del mare alla Cina, tramite una ingerenza importante sul canale di Suez, ed è il motivo per cui dopo qualche anno di sonnolenza, negli ultimi mesi è ripartito il mega investimento Cinese sulla "Nuova Via della Seta", che da poco ha portato all'acquisizione Cinese del Porto di Taranto.

Ora il blocco sarebbe formato dall'enorme mercato in espansione del Middle East, che attraverso gli Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrain, Kuwait Arabia Saudita, Libano, Qatar ed Egitto, con la probabile aggiunta nel blocco di IRAN ed IRAQ metterebbe sul tavolo un PIL che si aggiungerebbe a quello Americano di ben 6.250 migliaia di Miliardi che assommandosi a quelli Usa arriverebbero a 28.000 migliaia di Miliardi di USD, surclassando il PIL Cinese. Normalizzando il rapporto con l'avanzatissimo Israele, la Casa Bianca avrebbe anche questa arma di formidabile controllo del canale di Suez, ed aprendo un pacifico mercato in espansione, più di quello Cinese. Inoltre la manovra favorirebbe l'espansione Americana, attraverso i nuovi partner nell'Africa sub sahariana, soprattutto nei ricchissimi Paesi a maggioranza Islamica.

Questo piano una volta realizzato sarebbe un MURO non facilmente scalabile dalla Cina, che metterebbe le basi della nuova guerra per il controllo dell'Africa e sbilancerebbe tanto la questione, avendo Trump rapporti molto buoni con il Sol Levante Giapponese che non è affatto al di fuori dei giochi. Stringerebbe quindi la CINA in una morsa sia diplomatica che economica, potendo limitare molto l'espansione Cinese sia nel tempo che nella dimensione. Alla Cina infatti rimarrebbe l'obbligo di terminare la Via della Seta, molto dispendiosa e soggetta agli equilibri degli Stati che la ospitano sul Territorio.

Da questa enorme guerra economica, con rilievi non piccoli sulla campagna elettorale Americana, l'Europa rimane fuori, rischiando di diventare un continente poco interessante, colonizzato dai Cinesi, mentre gli USA avrebbero tutta la convenienza a sviluappre il futuro enorme mercato Africano.

NDC