Il consumo del territorio italiano: come ci vedono dagli Emirati Arabi

Sheikh Mohammed Al Maktoum

Sono a Dubai per incontrare finanziatori (Fondi di investimento) per il nostro progetto Afroutlet. (www.afroutlet.com) e ne ho approfittato per fare due chiacchiere con alcuni studi di architettura che hanno progettato, negli anni, opere stupefacenti in un piccolo Stato dove la terra scarseggia, e realizzato città modernissime e proiettate al futuro. Mi incuriosiva il loro giudizio sull'Italia, un parere più orientato al presente ed al futuro che all'apprezzamento per l'architettura storica.

Sono partito con una discussione con i progettisti Americani del Burj Khalifa il grattacielo più alto del monto oltre 800 metri. Walter Knetch, architetto del famoso studio Americano e Abdul Al Kalhaziz, mi hanno spiegato il loro progetto di città verticali.

Dopo la spiegazione tecnica sulla magnificenza e impeccabilità architettonica dell'edificio ho posto una domanda: secondo voi perchè in Italia, dove siamo riusciti a consumare tutto il territorio con una cementificazione selvaggia, non si costruisce verso l'alto?

Le vele di Scampia - così ci vedono dai paesi più moderni

Ecco le interessanti risposte. In primo luogo, non c'è un motivo tecnico per cui l'Italia sia così arretrata nel modo di costruire anche perchè ogni edificio americano, Emiratino e nel Far East del mondo è stato progettato e realizzato grazie al contributo di architetti, ingegneri e designer italiani. In secondo luogo, l'italiano non è capace di rispettare gli spazi comuni ed un grattacielo ha bisogno di educazione civica e rigido rispetto delle regole condominiali senza l'insorgere di continue liti. Terzo, l'assurda resistenza degli italiani a costruire edifici scolastici nei quali non esistono spazi di reale condivisione dove sia obbligatorio il rispetto degli studenti e nel contempo la salvaguardia degli spazi comuni. In questo modo non si educa una nuova generazione di abitanti in città dove gli spazi da condividere saranno maggiori e porteranno benessere e un allargamento dei servizi delle nuove città verticali.

Burj Khalifa 846 metri, un edificio magnifico ultra moderno e completamente eco sostenibile

Dice Abdul " Io vengo spesso in Italia a verificare e scoprire materiali nuovi ed il fantastico design sul quale l'Italia è assolutamente leader mondiale, ma come possiamo sviluppare edifici belli, verticali, quando il vostro verde pubblico è in condizioni pietose? Quando faccio un autostrada, entro in una stazione o in un aeroporto vedo piante morte e morenti, erbacce ovunque e spesso spazzatura in ogni dove. Questo è il problema, gli Italiani hanno inventato le civiltà, anche la nostra, ma poi hanno smesso di essere civili".

Questa è l'immagine che diamo al mondo che progredisce. Quando nell'antica Roma i Galli e le popolazioni del nord venivano considerate tribali ed incivili, Roma era leader della civiltà, costruiva città con architetture all'avanguardia, reti stradali, le prime fognature ecc. Oggi sia dal Nord che dal Sud del mondo ci vedono come incivili. Ritengono che siamo una fucina di idee e produzioni di eccellenza, ma credono che il luogo da dove arrivano tali meraviglie sia una civiltà degradata.

I quartieri anni 60-70. Devono essere sostituiti completamente

Lo studio Skidmore, Owings and Merrill ha ormai sedi in tutto il mondo e collabora con Archi-stars di ogni provenienza, ma in Italia non prevede di aprire nè una sede nè un gemellaggio.

Dopo aver firmato oltre 10.000 progetti di città verticali, usando un modello di condivisione degli spazi che ha origine nell'antica Roma, non credono che l'Italia sarà mai in grado di ospitare progetti del genere. Continuerà a rattoppare scadenti quartieri anni 60 - 70 e sviluppare villette che consumano il territorio aumentano del 300% le spese per il ciclo di distribuzione delle "utilities" e la gestione del ciclo dei rifiuti.

Inoltre, il consumo orizzontale del territorio rende obsoleta qualsivoglia rete urbana di trasporti costretta ad una tale capillarità per cui sarà possibile avere trasporti eco compatibili e veloci, solo il giorni in cui avremo le nostre personali macchine volanti !

Lo straordinario Lounge Restaurant a oltre 500 metri di altezza del Burj Khalifa

Mi sposto poi al "Burj al Aarab" progettata dall'Archi-star inglese Tom Wright. Anche questa costruzione strabiliante è stata ordinata da Emaar Properties, e grazie dal mio buon amico locale, ricevo alcune spiegazioni sempre sullo stesso argomento.

Perchè sulle nostre coste italiane non possiamo realizzare modernissimi e strepitosi complessi alberghieri come l'Al Arab ?

Mi risponde che ritiene impossibile mettere d'accordo tutti i proprietari dei piccoli e sorpassati Hotel italiani per realizzare un investimento di questo tipo. Quello che lui vuole dire è che 50 proprietari di hotel in crisi, con ampie problematiche di gestione e una sostanziale insignificanza di sistema, dovrebbero cambiare mestiere e diventare co-investitori di un grande complesso alberghiero. Quello che ogni giorno succede qui negli Emirati arabi uniti, Abu Dhabi, Qatar ecc.

Burj Al Arab, l'hotel sulla punta della Palm Island

Poi mi dice, servono sistemi finanziari moderni e istituzioni pubbliche che diano le licenze per costruire in modo rapido, pur nel rispetto delle leggi. Questi, mi spiega, sono progetti che cambiano il destino di diversi settori economici e devono essere oggetto di leggi speciali. Come potremmo, dico io, far giudicare la costruzione di un grattacielo di 300 metri, con attorno modernissimi strutture del divertimento, della ristorazione, stazioni di treni veloci, ecc, ad un povero tecnico dell'Ufficio tecnico di Cesenatico o Tropea ? Serve di più, condivisione e qui come sempre casca l'asino, ovvero la frammentazione del potere di veto italiano. Nessuno sarebbe in grado di costruire opere belle, moderne ed economicamente vincenti, in uno Stato che non riesce a far partire un supermercato in meno di 10 anni causa delle decine di commissioni e tecnici che hanno il potere di bloccare. Nessuno lo farebbe, mentre Emaar mi dice apertamente che se l'Italia fosse disposta a cambiare metodo, aprirsi alla modernità, i soldi e gli investimenti arriverebbero a pioggia con milioni di posti di lavoro e decine di migliaia di imprese traballanti trasformate in co-investitori. 

Burj St Regis sull'isola Palm Island con l'Atlantis sullo sfondo

Nel nostro documento del Patto ambientale, noi di Nuova Democrazia Cristiana abbiamo già inserito un capitolo sulle città verticali e sulla demolizione di quei quartieri che sfregiano le nostre città. Avere quelle che in USA chiamano Down Town, sviluppate verso l'alto, con visione al futuro, a fianco delle nostre città storiche serve per modernizzare il sistema, alleggerire il nostro patrimonio storico architetturale, gravato dall'inquinamento e dalle vibrazioni del traffico e una maniera virtuosa di fare una nuova generazione di inquilini. Possiamo proporre a proprietari di appartamenti di vendere bene, perchè da Emaar mi dicono che progetti di questo tipo possono pagare bene gli edifici da demolire, ma solo se le Istituzioni appoggiano un excursus veloce della pratica.

In Italia, stiamo scivolando anche nell'oblio storico architettonico: predichiamo bene, con le nostre archi-stars razzoliamo male mentre qui, a Dubai in 150 anni, da allevatori di cammelli (tribù beduine) sono diventati un faro di modernità, progresso e ricchezza. Hanno messo la freccia e ci hanno lasciato indietro a crogiolarci sulla nostra svanita grandezza.

I Romani con progetti architettonici visionari


PALTRINIERI RF  da DUBAI - NDC